lunedì 17 dicembre 2018

Debate: tutti i bambini dovrebbero avere uno smartphone (contro)

1) salute: pericolosità delle radiofrequenze, postura

2) isolamento Gli apparecchi digitali – prosegue Tamburlini – sono magnetici per i bambini. Escludono tutte le altre esperienze e il rischio è che ci rendano più autistici e isolati.

3) influenza sull'apprendimento: abbassamento della concentrazione


martedì 29 maggio 2018

Lanterna punica



The lanterna Punica (Aul. 3.6, 30) was probably a horn lantern, as the best kind then known.

L'uso più inveterato di tal utensile trovasi presso i Cartaginesi, che si ... esser desso trasparente come una lanterna pugnica : Pellucet quasi lanterna punica.

Marziale Epigrammi Liber Xiv 62. Versione Latino. Lanterna de vesica Cornea si non sum, numquid sum fuscior? aut me Vesicam, contra qui venit, esse putat?



martedì 27 marzo 2018

L'infinita

Poche cosine da poco,
le faccio e le getto nel fuoco!
Scrivo, trascrivo e riscrivo
poi scordo a che mi riferivo.

Metrica, metodo e rima...
son sempre al punto di prima :-(
In questa poesia bastarda
ci sta poco che mi riguarda.

Non so se finirò la...

La dimora segreta

C'era una strada che non portava da nessuna parte, almeno in apparenza.
Quel quartiere era fatto di case su case, abbandonate; lo attraversava una cerchia di mura antiche. Esso poggiava su un rilievo.
La strada che non portava da nessuna parte finiva in un vicolo cieco, chiuso dal retro di due palazzi in rovina.
Quasi nessuno percorreva quella strada. Nessuno in realtà andava in quella parte abbandonata della città.
Ma un giorno due forestieri, una signora e un ragazzo, giunsero con una mappa. Entrarono decisi nella strada che non portava da nessuna parte, e non ne uscirono più.
Poche ore dopo il loro ingresso ci fu un terremoto. Le mura antiche crollarono e fu chiuso per sempre l'ingresso della strada che non portava da nessuna parte.
Ma chi erano qui due? e che fine fecero?
Per scoprirlo dobbiamo risalire a tre mesi prima.
Era il finire della primavera, la leggerezza dell'aria di maggio inebriava le menti e faceva immaginare piacevoli futuri.
Nella Biblioteca Comunale