giovedì 14 luglio 2016

2. Sistema scolastico italiano

autonomia scolastica > culmine normativo > art. 137 della costituzione (2001)
                                > inizio > legge 59/97 > Dlgs 112/1998 > agli artt. 138 e 139 di questo dlgs infatti vengono trasferiti alle REGIONI poteri fino ad allora propri dello stato:
STATO > REGIONI
programmazione della rete scolastica
suddivisione degli ambiti funzionali regionali
decisione su entità contributi a scuole private
capacità di trasferire poteri a province e comuni

COMUNI
redigono piano comunale edilizia scolastica
istituiscono o chiudono scuole
predispongono servizi per l'handicap
sospendono le lezioni in casi gravi e urgenti
 

Il DPR 275/99 è attuativo della legge delega 59/97, l’autonomia scolastica è definita come autonomia funzionale, di progettazione, realizzazione, formazione e istruzione ed ha come unico obiettivo il successo formativo.
L’autonomia: «comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche anche di gruppi minoritari» art.3 comma 2.

Cos’è quindi la scuola?
ente autonomo
ha capacità giuridica portata dal Dirigente Scolastico
riceve dallo stato
fondi e docenti
sottosta a regione: calendario, dimensioni, reti
si adegua a provincia e comuni: handicap, uso dell'edificio per funzioni non didattiche, sospensione delle lezioni


Il Piano dell’offerta formativa o POF è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale della scuola. Esso deve contenere
a. gli insegnamenti previsti dal curricolo nazionale
b. gli insegnamenti complementari (ma obbligatori)
c. le attività complementari extracurricolari (facoltative)

La l. 53/2003 indica un modello metodologico unico. PROBLEMA: una legge dello stato può anche indicare un modello metodologico e didattico unico e gli obiettivi minimi di un curricolo nazionale per ogni segmento di scuola, ma questo esclude la possibilità anche teorica di forme di garanzia di standard nazionali su contenuti e procedure.

Attualmente:
La scuola del primo ciclo si articola in 5+3 (2+2+1, 2+1) conclusa da un esame di stato
La scuola del secondo ciclo si articola in percorsi di durata quinquennale o quadriennale, i licei sono quinquennali e gli IFP sono quadriennali.
La scuola media rientra nel primo ciclo come programmazione e nel secondo ciclo come ordinamento.

Programmazione curricolare
L.- 517/1977
Vale il principio di discrezionalità progettuale.
Curricolare: le scuole possono servirsene, apre alla valutazione formativa cioè diagnositca. L’insegnante diventa progettista di percorsi.

Per operare la programmazione curricolare bisogna fare riferimento alle TASSONOMIE
Le tassonomie sono “scale ordinate” per una rigida e sequenziale operazione programmatoria.

Vediamo le più note e usate

Parla di tre grandi aree: cognitiva-affettiva-psicomotoria.
Il dominio cognitivo risulta articolato nei seguenti livelli:
Conoscenza: so, ricordo
Comprensione: traduco, interpreto, estrapolo
Applicazione: uso in contesti differenti da quello di apprendimento
Analisi: colgo elementi essenziali di un sistema complesso
Sintesi: collego elementi separati in un sistema complesso
Valutazione: so formulare un giudizio dettagliato

Comportamentismo
concepisce l’apprendimento come una risposta a uno stimolo, che può essere condizionato o incondizionato.
L’apprendimento dell’allievo coincide con le prestazioni che l’alunno deve fornire, sulla base di obiettivi definiti a priori che dovranno essere verificabili, osservabili e misurabili.


Tendenze e orientamenti nella programmazione curricolare di tipo comportamentista

Ideologico-democratica: Frabboni, Vertecchi, Maragliano, T. docimologica della valutazione
curricolo = strumento di aderenza ai bisogni degli alunni, la valutazione si basa sul rifiuto della selettività intrinseca del sistema, la scientificità viene vista come un correttivo di alone e soggettività

Scientista: Visalberghi, Laporta, Pontecorvo
curricolo = strumento tecnico, la comunità tramite esso struttura un programma educativo coerente.

Personalista: Corradini, Scurati, Pellerey, Nanni, Damiano
un P.E. deve partire da un orizzonte valoriale alto, tradotto poi in obiettivi educativi in vista del traguardo, superando disvalori dell’educazione occasionale.

Altri modelli didattici
Sono stati elaborati in “risposta” a quelli comportamentisti
BRUNER: modello processuale/cognitivista: la conoscenza deriva dall’incontro fra strutture conoscitive del soggetto e strutture delle varie discipline.
queste ultime sono identificate in un complesso di idee organizzatrici, categorie concettuali e apparati metodologici e sintattici.
Il curr. strutturalista prevede le seguenti tappe:
identificazione delle strutture
traduzione delle s. in forme di pensiero tipiche dell’età
selezione dei contenuti adeguati
predisposizione di esperienze di apprendimento centrate sui problemi
si parla di “spirale” e di “curricolo ciclico”.
La ciclicità non implica ripetizione ma ritrovamento e ritrascrizione: si tratta di un processo di ricomprensione ricollocazione di dati e informazioni già possedute.

progettazione per mappe concettuali:
il modo di strutturare il sapere è diverso fra adulti e apprendenti non adulti.
tre momenti:
costruzione di una mappa concettuale da parte del docente
conversazione con gli studenti per capire quali reti concettuali essi hanno
progettazione di una rete concettuale in cui costruire un modello di conoscenza

concetti o matrici progressive:
approcci cognitivisti.

progettazione modulare:
si basa sulla mente modulare di Gardner. La mente ha strutture in grado di elaborare informazione in modo autonomo: un pensiero “ipertestuale” e non più lineare.
si individuano dei nuclei fondanti, irrinunciabili, in opposizione al comportamentismo e al modello cibernetico, che sono invece lineari e sequenziali.

didattica breve:
nasce dall’esperienza in cui oltre agli obiettivi della didattica tradizionale si aggiunge una drastica riduzione del tempo necessario all’apprendimento e quindi insegnamento.

Apprendimento cooperativo e costruttivismo
La dimensione sociale dell’apprendimento è un caposaldo dell’attivismo, la classe viene vista come una piccola comunità unita da uno scopo comune.
Classi omogenee fra loro ma eterogenee al proprio interno solo l’optimum.

obiettivo didattico e modello di programmazione:
l’insegnante non si concentra sugli scopi generali dell’azione didattica nè sul contenuto peculiare del suo insegnamento ma sugli obiettivi specifici attesi a seguito di ciascun intervento didattico.
L’o.d. si rifà alla tendenza comportamentista, deve essere sempre rigorosamente verificabile, descrive un comportamento. La tedenza congitivista invece ci riconduce alle mappe e ai concetti e alla flessibilità progettuale.
Un o.d. deve sempre essere misurabile e verificabile, in base a descrittori e indicatori, sta alla base di e precede le competenze.

COMPETENZE:
Hanno un forte peso nella normativa scolastica ed europea.
Il termine però non è sempre univoco.
Se ne danno almeno tre accezioni differenti e valide:
c. in senso comportamentista:
competente è colui il quale è addestrato, sottoposto a stimoli ripetuti, costruisce un paradigma comporamentale. Il concetto di competenza qui viene a coincidere quasi del tutto con quello di abilità. c. qui sono anche e soprattutto competenze di base.
c. in senso analitico-cognitivista: la c. è un insieme predeterminato di proprietà possedute indipendentemente dall’ambiente e dallo specifico compito, le c. sono qui metacompetenze. c. = performance
c. contestuali: le c. non sono nè comportametiste nè cognitiviste ma sempre sempre legate al contesto, in senso ecologico-concreto-etnografico. c. come interazione diacronica e sincronica soggetto-materiali-azioni di terzi-setting sociale...

le tassonomie di competenze rischiano di trasformarsi in elenchi di buone intenzioni pedagogiche.

Ricordiamo per inciso le 8 competenze chiave per la cittadinanza europea:

1 comunicare in lingua madre
2 comunicare in lingua straniera
3 competenze di base matematiche scientifiche e tecnologiche
4 competenze digitali
5 competenze interpersonali, interculturali e sociali
6 imprenditorialità
7 espressione culturale
8 imparare ad imparare




Riforma degli ordinamenti del I° ciclo
essa è in vigore dal DL 25/06/2008 n. 112.
inoltre viene supportata dall’art. 64 della l. 133/2008 e dal DPR 89/20-03-2009
Quali sono le INDICAZIONI in vigore?
Il dlgs 59/2004 aggiornato dal DM 31/07/2007

Per la scuola dell’infanzia:
dlgs 59/2004+ l. 296/2006
3 anni di età entro il 30 aprile, subordinato a condizioni strutturali e valutazione pedagogica.
orario: 40 h settimanali, estendibile a 50 o riducibile a 25 h. settimanali.
scuola primaria:
dlg 59/04
possibili anticipi di iscrizione, insegnante unico.
TEMPO SCUOLA:
24 h l. 169/08
27 h dlgs 59/04 oppure 30h (27+3)
40 h l. 176/07
l’organico: determinato su 27 h a tempo normale o 40 h a tempo prolungato + 2 h IRC, 1 h di inglese in prima e 2 h di inglese in 2° e 3°
Il DPR 81/09 istituisce la formazione linguistica obbligatoria per tutti i docenti di posto comune.
MAESTRO UNICO:
nei paesi europei è la prassi. In italia abbiamo anche l’irc, lo specialista di lingua e il docente di sostegno.
COMPRESENZE:
regolate da:
l. 148/90; orario settimanale variabile, 3 docenti su 2 classi, 2 docenti di posto comune sul tempo pieno
CM 2 8/1/2010

ORGANICO DOCENTI:
regolato dal DPR 89/09 “senza compresenze”
salvaguardia di gradualità
le maggiori disponibilità derivanti di orario rientrano nell’org. di istituto
Il dirigente deve tenere conto di queste maggiori disponibilità per proporre arricchimenti dell’offerta formativa sia per le opzioni di personalizzazione ex Larsa.

SCUOLA SECONDARIA DI I° grado
dlgs 59/04 + dm 37/09: riduzione a 30 h settimanali
tempo prolungato, se sussistono le condizioni per attuarlo: italiano 15 h mat e scienze 9 h.
si parla di 30 h settimanali per 990 h annuali, di cui 29 di lezione e 33 h annuali di approfondimenti di materie letterarie che le scuole possono gestire in autonomia.

valutazione:
normativa: dpr 122/2009 che fonda il regolamnebnto del 19/08/09
v. è espressione dell’autonomia professionale (individuale, collegiale, di istituto)
deve essere trasparente, tempestiva
si valuta il processo di apprendimento, il comportamento,
dovrebbe concorrere l’autovalutazione
le verifiche devono essere coerenti con gli obiettivi
criteri base per l’istituto: omogeneità, equità, trasparenza.

Certificazione delle competenze:
si ha:
al termine della scuola primaria,
al termine delle media
al termine dell’obbligo di istruzione (biennio)
al termine del secondo ciclo di istruzione
(4 volte!!!!)

CHI E’ COMPETENTE PER LA VALUTAZIONE PERIODICA E FINALE? L. 169/2008

sc. primaria: collegialmente i docenti contitolari, di sostegno, irc, e specialista di inglese
sc. media: cdc presieduto dal dirigente o da suo delegato

nella primaria la non ammissione deve essere all’unanimità e su comprovate motivazioni
nella sec di primo grado può essere a maggioranza, o unanime, purchè vi siano 6 in tutte le discipline o gruppi di discipline.

Valutazione delle discipline:
Per RELIGIONE e SOSTEGNO vige il TU 297/94
I docenti esterni non fanno parte del CDC.
Se ci sono lacune ovvero sex rossi occorre
- segnalarli
- indicare cosa va recuperato
- progettare percorsi e verifiche a settembre

CONDOTTA:
sc. primaria: GIUDIZIO
sc. sec. di I grado: voto + lettere + specifica nota illustrativa.

FREQUENZA:
dlgs 59/04
L’alunno deve frequentare almeno per 3/4 dell’anno scolastico (dell’orario personalizzato) per poter accedere alla valutazione e quindi all’ammissione alla classe successiva. Poichè i giorni di lezione sono almeno 200, 3/4 equivalgono a 150 giorni di frequenza in un anno scolastico.
La validazione in base alla frequenza è una conditio sine qua non, possono però essere applicate motivate deroghe per malattia certificata, purchè siano iscritte nel regolamento scolastico. Il Dirigente “prende atto che” l’alunno ha/non ha frequentato per il numero minimo di giorni previsto.
L’autonomia scolastica è funzionale al successo formativo: è in generale interesse dell’alunno e dei genitori ripetere l’anno se e quando l’alunno stesso non ne abbia percorso in modo efficace passaggi fondamentali.
...
ESAME DI STATO
Quello di quinta elementare è stato abolito, è corretto dal punto di vista costituzionale in quanto la Carta fondamentale prevede un esame a conclusione dei vari ordini di scuola: elementari e medie sono “primo ciclo”!
Ammissione all’esame:
scrutinio con requisiti:
a. frequenza
b. votazioni
c. comportamento
scaturisce un giudizio di idoneità espresso in decimi, che prende in considerazione il percorso triennale.
La LODE può essere attribuita dalla commissione ai sensi del DPR 362/1966

Regolamento sui crediti scolastici
DPR 23/07/1998 323
dPr 323/98
Comportamento: DPR 249/1998 art 7 coma 1 L. 169/2008
6 in condotta: conseguenza di atti precedenti, deciso dal consiglio di classe, occorre che vi sia una precedente irrogazione di sanzioni disciplinari

DISABILI
L. 104/92, influisce su comporamento, discipline e attività previste nel PEI.
DM 10/12/1984
L’esonero da uno o più insegnamenti comporta l’adozione di un percorso che non porta all’esame di stato. In tal caso l’alunno disabile consegue un attestato di credito formativo che permette l’accesso ai percorsi formativi successivi.

ORDINAMENTO DEL SECONDO CICLO
Leggi: L. 53/2003 + dlgs 226/05 + l. 40/2007 + l. 133/2008 DL 112/2008 + atti 132-133-134 del 4 febbraio 2010

LICEI: confermata identità dei licei nel secondi ciclo
obiettivi: raggiungere capacità critica e conoscenze approfondite nei settori disciplinari
minore frammentarietà dei corsi, delimitazione del quadro orario. maggiore autonomia per le scuole

Il liceo, che si articola in 2 bienni e un monoennio, ha una articolazione oraria delle lezioni di questo tipo:
nel I biennio 891 h/annue per 27 h settimanali, nel II biennio e nel V anno 990 h/annue per 30 h settimanali, mentre per il liceo classico le ore sono 31 settimanali negli ultimi 3 anni, nel liceo artistisco 34 nel biennio e 35 nel triennio, nel liceo musciale sono 32 per tutte e cinque gli anni.
Vengono istituiti per legge i dipartimenti “quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti per il sostegno alla didattica e alla progettazione formativa”: NB: questo aspetto che sembra secondario in realtà apre la strada alla Riforma Aprea dove il collegio docenti viene svuotato delle sue prerogative e dei suoi poteri.

ISTITUTI TECNICI: 2 settori, 11 indirizzi
solida base culturale di carattere scientifico e tecnologico, numero limitato di indirizzi connessi ai più rilevanti settori dell’economia, durata 5 anni.
ORARIO DELLE LEZIONI
I biennio che corrisponde alla conclusione dell’obbligo scolastico e ne dà diritto, area di istruzione generale e triennio in cui si specializzano.
le aree del triennio possono essere articolate sulle esigenze del territorio basandosi su una lista individuata dal MIUR.
Gli spazi di flessibilità per le scuole sono innalzati dal 20% al 30% e al 35% nel V anno.
1056 h/annuali pari a 32 ore settimanali, articolate in modo diverso fra biennio e triennio:
b.= 660 h di istruzione generale e 396 h di indirizzo
t.= 495 h di istruzione generale e 561 h di indirizzo.
Istr. generale= linguaggi matematica, scientifico-tecnologico, storico-sociale.
Nel biennio vengono introdotte le scienze integrate, composte da scienze della terra, biologia, fisica, chimica, affiancate dalla materia “cittadinanza e costituzione”.


ISTITUTI PROFESSIONALI
garantire identità dei professionali
La quota di orario destinata alla flessibilità dell’autonomia è molto alta: 20% già esistente + 25% nel biennio, 35% nel secondo e 40% nell’ultimo anno: quindi:
45%, 55% e 60% rispettivamente: non è poco!!!!
ORARIO DELLE LEZIONI:
1056 h globali annue pari a 32 h settimanali- area di istruzione generale + profili culturali e di apprendimento specifici per gli indirizzi, le aree di indirizzo in base ad un elenco nazionale possono essere articolate in opzioni corrispondenti a specifiche esigenze territoriali, come per l’istruzione tecnica anche nei professionali il biennio vede un monte ore maggiore per l’istruzione generale (660) a fronte di un monte ore di 561 h nel triennio dedicato all’istruzione specifica.
Anche questi istituti vedono l’introduzione delle scienze integrate nel curricolo.
Marcata l’introduzione di metodologie finalizzate a sviluppare capacità di analisi e soluzione dei problemi e uso di laboratori per l’alternanza scuola-lavoro.

ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE

Fa parte del II ciclo. Ricade nelle competenze delle regioni. La l. 53/2003 la raccorda con l’istruzione statale del II ciclo.
cardini:
diritto a istruzione e formazione per almeno 12 anni o conseguimento di qualifica entro il 18° anno di età
diritto-dovere di rimanere nel sistema di istruzione e formazione per almeno 12 anni (6+12=18 anni di età).

ACCORDO STATO-REGIONI 2009
Ha regolato la questione del mancato attuativo dlgs 226/05 sospeso per cambio di maggioranza politica: Fioroni aveva riportato l’IFP nelle competenze statali.
Con l’accordo in questione:
si mette a regime il sistema di IFP
si valorizzano le esperienze derivanti dalle sperimentazioni avviate dal 2003
si valorizzano gli accordi successivi in materia di crediti formativi, certificazioni ecc,
si integra l’IFP con quello della futura Istruzione tecnica e professionale
si perseguono obiettivi di raggiungimento dell’obbligo di istruzione

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