domenica 17 febbraio 2013

Chomsky e l'anarchismo

Fui attratto dall’anarchismo da giovane teenager e da allora non ho avuto molte ragioni per rivedere quelle prime attitudini. Trovo sensato scoprire e identificare le strutture di autorità, gerarchia e dominazione in ogni aspetto della vita, e sfidarle; a meno che non possa essere data una giustificazione, esse sono strutture illegittime, e dovrebbero essere demolite, per incrementare la libertà umana. Queste strutture includono il potere politico, la proprietà, l’amministrazione, le relazioni tra uomini e donne, tra genitori e figli, il nostro controllo sul destino delle generazioni future e molto altro ancora. Naturalmente queste rimandano alle enormi istituzioni di coercizione e controllo: lo stato, le irresponsabili tirannie private che controllano la maggior parte dell’economia domestica e internazionale, e così via. Ma non solo questo. Ciò che io ho sempre compreso come l’essenza dell’anarchismo è la convinzione che l’onere della prova deve essere a carico dell’autorità, e che essa dovrebbe essere demolita se quell’onere non può essere affrontato.(Chomsky)

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