martedì 24 gennaio 2012

Lo Spirito Santo a Melfi


Mille anni in un giorno

di lykantropos
Eravamo entrati in città dalle rovine di Porta Troiana. Seguendo il suono di corni e tamburi stavamo scendendo lungo Vico Sole, fino a Via dell’Amistà. Lì abbiamo intravisto, in fondo alla piazza, il lungo corteo. Tagliando fra vicoli e gradelle secolari, ci siamo confusi alla folla che ammirava la parata di dame, cavalieri, armigeri e arcieri. Tutti scortavano il carro trainato da due enormi, candidi buoi. Portavano lo Spirito verso la fortezza. Sette lati e dieci torri: il castello dell’Imperatore. Gli zoccoli dei cavalli battevano sul selciato la loro atavica marcia. Era come stare sospesi a sognare una fiaba. Mi ricordai che anno era quando riconobbi la divisa di un vigile urbano. Parlava al cellulare. Ogni anno tutta la città esce sul monte di notte e poi al mattino ripopola vie, piazze, chiese e antichi palazzi, per ricordare che la guerra è finita. Le donne fanno scendere da finestre e balconi grandi lenzuola damascate, poi cucinano i piatti della festa. Le strade rivivono di suoni, colori, odori e sapori di 500 anni fa: si può toccare la storia. Gente cordiale all’uscio offre vino e dolciumi a chi passa, per scaldare lo stomaco e il cuore. A Melfi è il giorno di Pentecoste.

Presentato al concorso "Diventa reporter in Giordania"