venerdì 16 settembre 2011

Storie da calendario (Kalendergeschichten) (1949)

Autore: Bertold Brecht
Dal sito Einaudi.
Le Storie da calendario sono un libro di apologhi e parabole in prosa e versi, che si rifanno agli "esempi" e alle "moralità" della letteratura medievale: medesime sono le fonti (la tradizione ebraico-cristiana e quella orientale), identico il gusto per l'interpretazione moderna degli eventi storici. Il lettore troverà qui alcune fra le pagine più belle di Brecht prosatore, quelle in cui a fianco di un personaggio famoso compare una figura modesta, cui tocca di far diventare trasparente la verità annunciata dal "grande". Così il ragazzo analfabeta che prosegue l'esperomento di Bacone da Verulamio, suo padrone, e rivela il carettere della nuova scienza; così Santippe, logorata dal lavoro, afferma agli occhi di Socrate l'esigenza di una verità che sappia essere anti-retorica. Ma anche quando sembrano distendersi nell anarrazione, queste prose mantengono la loro carica emblematica, o doventano situazioni esemplari di teatro minimo, come gli aforismi del signor Keuner che concludono il volume.Anche le composizioni poetiche propongono esempi ed ammonimenti, su un registro non troppo diverso, e ricorrono a quegli effetti di "estraniamento" teorizzati e praticati da Brecht nella sua opera di drammaturgo. Anche qui sono gli umili, i "cuochi di Cesare", i "costruttori della Grande Muraglia" a farsi poratori di verità concrete; anche qui un forte istinto drammatico investe generi diversi, quale ad esempio quello della ballata. Identica è poi la dialettica brechtiana fra sapienza aristocratica e sapienza umile, tra una "non resustenza" che è l'arma dei savi e dei poveri, e la necessità di una sacrosanta "cattiveria"; tra la pazienza della riflessione e l'impazioneza dell'azione.

Nessun commento: