domenica 4 settembre 2011

§ Bulgakov 1940:115+ varie, Hella, il globo del diavolo




115:
La porta gli era stata aperta da una ragazza che non
indossava altro che un civettuolo grembiulino di pizzo e una crestina bianca sul capo. Ah sí, ai piedi
calzava scarpette dorate. Di complessione la ragazza era ineccepibile e l'unica pecca del suo fisico
poteva essere considerata una cicatrice purpurea al collo.

118
Hella, accompagnalo! - gridò Korov'ev.
Di nuovo quella donna rossa, nuda, in anticamera!

123
Seguimi, lettore! Chi ti ha detto che non c'è al mondo un amore vero, fedele, eterno? Gli
taglino la lingua malefica, a quel bugiardo.
Seguimi, lettor mio, segui me solo, e io ti mostrerò un simile amore!

bovindo?

128
Le tenebre, venute dal Mediterraneo, coprirono la città odiata dal procuratore.
Scomparvero i ponti sospesi che univano il tempio alla terribile torre Antonia... Sparí Jerushalajim,
la grande città, come se non fosse mai esistita... Cosí sparisca lei, definitivamente col suo quaderno
bruciacchiato e la sua rosa secca! Lei che sta qui seduta da sola sulla panchina e lo supplica di
lasciarla in libertà, di lasciarle respirare l'aria, di uscirle dalla memoria!

137
decollo su una scopa
Ma quel che sarebbe accaduto in seguito non interessava piú Margherita. Prendendo bene la
mira per non andare a urtare contro qualche filo, essa strinse forte la spazzola e in un attimo si trovò
sopra lo sfortunato palazzo. Sotto di lei il vicolo s'inclinò da un lato e sprofondò in basso. Al suo
posto sotto i piedi di Margherita spuntò un ammasso di tetti, intersecato agli angoli da strisce
scintillanti. Tutto questo deviò bruscamente da un lato, e le file di luci si stemperarono e si fusero
insieme.
Margherita diede un altro strattone, e allora la massa di tetti sprofondò sotto terra, e al suo
posto apparve in basso un lago di tremolanti luci elettriche; questo lago si sollevò a un tratto
verticalmente, dopo di che comparve sopra la testa di Margherita, e la luna brillò sotto i suoi piedi.
Margherita capí che si era ribaltata, riprese la sua posizione normale e, voltandosi indietro, vide che
il lago non c'era piú, e che laggiú, dietro di lei, era rimasto soltanto un bagliore rosato all'orizzonte.

139
Margherita seguitava a volare lentamente, in una contrada deserta e sconosciuta, sopra alture
cosparse qua e là di massi erratici giacenti fra giganteschi pini isolati. Essa non volava sopra le vette
di quei pini, ma in mezzo ai loro tronchi, da un lato inargentati dalla luna. L'ombra lieve precedeva
Margherita scivolando sul suolo, adesso la luna le brillava alle spalle.

144
- Ah, regina, - esclamò giocosamente il garrulo Korov'ev, - le questioni piú complicate del
mondo sono appunto quelle del sangue! E se s'interrogasse qualche bisnonna, specialmente di
quelle che godevano fama di santarelline, si scoprirebbero dei segreti sbalorditivi, egregia
Margherita Nikolaevna! Non peccherei contro la verità se, a questo proposito, accennassi a un
mazzo di carte bizzarramente mescolato. Vi sono cose contro le quali sono del tutto inefficaci le
barriere fra le caste e perfino le frontiere fra gli stati. Tanto per dirne una: una regina di Francia,
vissuta nel secolo decimosesto si sarebbe, credo, assai stupita se qualcuno le avesse detto che molti
e molti anni dopo, a Mosca, avrei condotto a braccetto per le sale da ballo una sua incantevole bisbis-
bis-bisnipotina. Ma eccoci arrivati!

145 Raggelata dalla paura, Margherita distinse alla meglio tutto questo tra le ombre insidiose
delle candele. Il suo sguardo era attratto dal letto, sul quale sedeva colui al quale, cosí poco tempo
prima, nei Patriaršie, il povero Ivan aveva cercato di dimostrare che il diavolo non esiste. Ed era per
l'appunto questo inesistente che sedeva sul letto. Due occhi si affissarono sul volto di Margherita. Il
destro con una scintilla dorata nel fondo, che avrebbe penetrato fin nell'intimo qualsiasi anima, il
sinistro vuoto e nero, una specie di stretta cruna angolare, un orifizio nel pozzo senza fondo di tutte
le tenebre e di tutte le ombre. La faccia di Woland era storta da un lato, l'angolo destro della bocca
tirato in giú, sulla fronte alta e stempiata erano incise rughe profonde parallele alle sopracciglia
appuntite. La pelle del viso di Woland era come se un sole ardente l'avesse abbronzata per sempre.
Woland stava largo sdraiato sul letto, indossava un lungo camicione da notte, sporco e con una
toppa sulla spalla sinistra. Teneva una gamba nuda ripiegata sotto di sé, l'altra distesa sul
panchettino. Ed era per l'appunto il ginocchio di questa gamba scura che Hella stava frizionando
con un unguento fumigante. Margherita distinse anche sul petto scoperto e glabro di Woland uno
scarabeo artisticamente intagliato in una pietra scura, appeso a una catenella d'oro e con geroglifici
sul piccolo dorso. A fianco di Woland, sopra un pesante piedistallo, poggiava un globo strano, che
sembrava vivo, illuminato dal sole da un lato soltanto.

145
Azazello gracchiò sommessamente in segno d'approvazione, e Woland, dopo aver esaminato
con attenzione Margherita, osservò come parlando fra sé:- Sí, ha ragione Korov'ev. Come si
mescola bizzarramente il mazzo di carte! Eh, il sangue!

146
mappamondo e scacchi magici
Tacque e si mise a
far girare davanti a sé il suo globo, fatto con tanta arte che su di esso gli oceani azzurri si movevano
lievemente e la calotta stava sul polo come un vero e proprio berretto, di ghiaccio e di neve. Sulla
scacchiera, intanto, regnava lo scompiglio. Del tutto sconcertato, il re dal bianco manto scalpicciava
147
nella sua casa, alzando le braccia per la disperazione. Tre bianchi pedoni-lanzichenecchi, con le
alabarde, guardavano sgomenti un ufficiale che brandiva la sciabola e indicava un punto davanti a
loro dove in due case contigue, una bianca e una nera, si vedevano i cavalieri neri di Woland, su due
cavalli focosi che scavavano le case con gli zoccoli.
Margherita fu estremamente interessata e colpita dal fatto che i pezzi del gioco fossero vivi.
Il gatto allontanò il binocolo dagli occhi e diede al suo re una spintarella nella schiena.
Costui, disperato, si nascose il viso fra le mani.

148
- Vedo che il mio globo l'interessa?
- Oh, sí, non ho mai visto un oggettino come quello.
- È un bell'oggettino. A me, per esser sinceri, non piacciono le ultime notizie per radio.
Vengono sempre date da ragazze che non pronunziano chiaramente i nomi delle località. Inoltre, su
tre ce n'è sempre una un po' balbuziente, come se le scegliessero a bella posta. Il mio globo è assai
piú comodo, tanto piú che ho bisogno di conoscere esattamente gli avvenimenti. Ecco, per esempio,
lo vede quel pezzetto di terra, un lato del quale è bagnato dall’oceano? Guardi, si sta riempiendo di
fuoco. Laggiú è cominciata una guerra. Se accosta gli occhi, vedrà anche i particolari.
Margherita si chinò verso il globo e vide che il quadratino di terra s'era allargato, coperto di
segni multicolori e s'era trasformato in una specie di carta geografica a rilievo. Poi essa scorse
anche un fiume, come un nastrino, e vicino ad esso un villaggio. Una casetta, delle dimensioni di un
pisellino, crebbe sino a diventare grossa come una scatola di fiammiferi. Improvvisamente e senza
alcun rumore, il tetto di questa casa volò in aria insieme con un nembo di fumo nero, i muri
crollarono, cosicché della scatoletta a due piani non rimase altro che un mucchietto dal quale
uscivano vortici di fumo nero. Avvicinando ancor piú l'occhio, Margherita distinse una piccola
figurina di donna che giaceva in terra e accanto a lei, in una pozza di sangue, un bimbetto che
agitava le braccia.

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