lunedì 5 settembre 2011

§ Bulgakov 1941:167+

Sul palco dietro i tulipani, dove
prima suonava l'orchestra del re dei valzer, adesso infuriava un jazz di scimmie. Un gigantesco
gorilla dalle fedine irsute dirigeva, con una tromba in mano, ballonzolando pesantemente. In una
sola fila sedevano degli orangutàn che soffiavano nelle trombe luccicanti. Allegri scimpanzé con le
fisarmoniche sedevano a cavalcioni sulle loro spalle. Due amadriadi dalle criniere simili a quelle dei
leoni, suonavano ai pianoforti, e questi pianoforti non si sentivano in mezzo al rombo allo
strimpellio e ai tonfi dei sassofoni, dei violini e dei tamburi fra le zampe dei gibboni, dei mandrilli e
delle bertucce. Sul pavimento di specchi una moltitudine innumerevole di coppie, come fuse
insieme, sorprendenti per l'agilità e la precisione dei movimenti, girando in un solo senso,
avanzavano come un muro, minacciando di spazzar via tutto sul loro cammino. Farfalle di raso vive
si tuffavano sopra le schiere danzanti, dal soffitto piovevano fiori. Nei capitelli delle colonne,
quando si spegneva la luce elettrica, s'accendevano miriadi di lucciole e nell'aria vagavano fuochi
fatui.

167 documenti
- Mi sembra che lei non sia proprio un gatto... - rispose, esitando, il Maestro. - All'ospedale
s'accorgeranno lo stesso della mia assenza, - soggiunse timidamente, rivolto a Woland.
- Di che cosa vuol mai che s'accorgano, - lo rassicurò Korov'ev, e libri e carte gli apparvero
tra le mani: - È la storia della sua malattia?
- Sí...
Korov'ev scaraventò la storia della malattia nel caminetto.
- Se non esistono i documenti, non esiste neppure la persona, - disse soddisfatto.
- E questo è il registro degli inquilini del capomastro?
- Sí, ma...
- Che nome vi è registrato? Aloizij Mogaryc? - Korov’ev soffiò su una pagina del registro. -
Questa è fatta!
Lui non c'è e, noti bene, non c'è mai stato! Se poi il capomastro si stupisce, gli dica che se l'è
sognato, quell'Aloizij. Mogaryc? Chi sarebbe questo Mogaryc? Non c'è mai stato nessun Mogaryc!
- A questo punto il registro legato in brossura si volatilizzò dalle mani di Korov'ev. - E adesso è già
sul tavolo del costruttore.
- Lei ha detto bene, - disse il Maestro, stupito della perfezione del lavoro di Korov'ev, -
quando non ci sono documenti, non c'è neppure la persona. Ecco, io, per esempio, non esisto,
perché non ho documenti.

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