mercoledì 31 agosto 2011

§ Bulgakov 1941:51 - descrizione di un'ipnosi




- Va bene, allora, ma non si stanchi troppo la testa. Se non le riesce oggi, le riuscirà domani.
- Scapperà!
- Oh no, - replicò con voce sicura Stravinskij, - le garantisco che non scapperà affatto. E si
ricordi che qui lei avrà ogni aiuto possibile, senza il quale non concluderà nulla. Mi sente? - chiese a
un tratto il professore con voce carica di significato, e s’impadroní di entrambe le mani di Ivan
Nikolaevič. Tenendole fra le sue, lo fissò a lungo negli occhi, ripetendo: - Qui lei sarà aiutato... mi
sente?... Qui lei sarà aiutato... troverà sollievo... qui c'è calma, tranquillità... qui lei sarà aiutato...
All'improvviso Ivan Nikolaevič sbadigliò, l'espressione del suo viso si addolcí.
- Sí, sí, - disse sommesso.
- Bravo! - concluse Stravinskij com'era sua abitudine, e si alzò: - Arrivederci! - Strinse la
mano a Ivan, e, già sulla soglia, si voltò verso quello della barbetta dicendo: Sí, provi pure
l'ossigeno... e bagni.
Alcuni istanti dopo, Ivan non vedeva piú né Stravinskij né il seguito. Oltre l'inferriata, sotto
il sole di mezzogiorno, si scorgeva sull'altra sponda la pineta primaverile e gaia, e, piú vicino,
scintillava il fiume.

{a pag. 49 il medico aveva già aperto un canale, tramite il ginocchio:}


- E chi è questa Annuška?
La domanda imbarazzò un poco Ivan, e il suo volto si contrasse.
- Qui Annuška non ha nessuna importanza, - disse innervosito. - Lo sa il diavolo chi è. Una
scema della Sadovaja. L'importante è che lui sapeva in anticipo, capisce, in anticipo, dell'olio di
girasole. Mi capisce?
- La capisco benissimo, - rispose serio Stravinskij, e toccando il ginocchio del poeta con la
mano, soggiunse - Non si inquieti e continui.
- Continuo, - disse Ivan, cercando di rispondere al professore nel suo stesso tono, e sapendo
già, per amara esperienza, che solo la calma l'avrebbe potuto aiutare.

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