venerdì 30 luglio 2010

come si legge in chiesa

Mi hanno chiesto di leggere al matrimonio tra mio cognato e mia cugina.
Sintesi da fonte perduta.
Per chi proclama le LETTURE
Il lettore si sposterà verso l’ambone (cioè il luogo da cui si proclamano le letture). non prima che sia concluso ciò che precede (orazione, lettura o canto). Uno spostamento calmo prepara l’uditorio ad ascoltare con attenzione.
Non si leggono mai i titoli (es: Accoglienza- Preghiere dei fedeli- Prima lettura- Seconda lettura; …).
Il foglietto delle letture non va portato all’ambone: il foglietto può disturbare durante la proclamazione perché non è stabile; non è molto elegante vedere un foglietto sull’ambone; le parole sul lezionario sono 5 volte più grandi di quelle stampate sul foglietto e quindi più facili da leggere.
Quando si esce per andare a proclamare le letture, fare sempre un inchino (non una genuflessione) verso l’altare.
Ricordarsi di posizionare in modo giusto il microfono.
Si inizia a leggere così: “dal libro dell’ Esodo”, mai leggere l’indicazione “Prima Lettura”,  “Seconda Lettura”, tanto meno “Salmo Responsoriale”. Queste sono  solo indicazioni per il lettore e non parole contenute nella Bibbia e non servono come informazione utile all’assemblea perché è già chiaro a tutti in quale momento della celebrazione ci si trovi.
Leggere le letture lentamente, pronunciando bene le parole senza mangiarsi le vocali finali. Le frasi vanno lette con un buon ritmo che il lettore dovrebbe saper rendere. Si tratta del modo in cui viene regolata la successione delle sillabe e delle parole. Per rendere bene il ritmo di una frase, è necessario stabilire prima ( durante la lettura di preparazione)  tutte le pause. In alcuni casi, inoltre, si tende a leggere troppo in fretta. Ricordiamo che chi ascolta ha bisogno di tempo per poter organizzare i suoni che sente in una frase dotata di senso. E questo dipende dalle pause e anche dalla velocità con cui si parla. La velocità, in particolare, dovrebbe essere decisamente più lenta che nella comune conversazione. Ricordarsi che quello che si legge è PAROLA DI DIO.
Finita la prima lettura si dice: “Parola di Dio” e non “è Parola di Dio”: questo per il semplice motivo che non siamo noi che diamo autorevolezza alla Parola di Dio (aggiungendo l’ “è”), ma è di per se stessa autorevole (la Parola viene da Dio, non da un pinco pallino qualsiasi).
Finita la prima lettura, si aspetta qualche istante per staccarla dal Salmo Responsoriale e poi si inizia il Salmo senza dire “ripetiamo assieme…” . Si legge direttamente il ritornello che si intercalerà ad ogni strofa del salmo (se l’assemblea non ricorda bene il ritornello, il lettore lo ripete assieme senza sovrastare l’assemblea).
Finita la seconda lettura, il lettore va al posto se si canta l’alleluia e il versetto (che si dice anche “acclamazione al Vangelo”); legge il versetto se invece viene cantato solo l’alleluia. Per sapere come agire e non trovarsi in balia di sguardi incerti e imbarazzati, è bene che il lettore si informi prima della messa dal direttore del coro o dal sacerdote stesso sulle modalità con cui si svolgerà l’acclamazione al vangelo.
Terminata la lettura, prima di allontanarsi, il lettore dovrebbe fare una breve pausa, attendere la risposta dell’assemblea (cioè “Rendiamo grazie a Dio”) e non scappare subito via come alla fine di un compito sgradevole.
Per chi legge le preghiere dei fedeli
Si invita sempre l’assemblea a pregare dicendo: “preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci, Signore”.
Finite le preghiere si resta sul microfono laterale (o se non c’è, sull’ambone) e si scende al posto solo dopo la preghiera del sacerdote


PRIMA LETTURA
Dal libro del Siràcide
SALMO RESPONSORIALE
Beato chi cammina nella legge del Signore




SECONDA LETTURA


Dalla prima lettera di San Giovanni apostolo (1Gv 3,18-24)


Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e
nella verità. Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità
e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore qualunque cosa
esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce
ogni cosa.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo
fiducia in Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui
perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è
gradito a lui.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del
Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il
precetto che ci ha dato.
Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E
da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha
dato.
Parola di Dio


Tutti: Rendiamo grazie a Dio


CANTO AL VANGELO


Alleluia, alleluia