venerdì 30 luglio 2010

come si legge in chiesa

Mi hanno chiesto di leggere al matrimonio tra mio cognato e mia cugina.
Sintesi da fonte perduta.
Per chi proclama le LETTURE
Il lettore si sposterà verso l’ambone (cioè il luogo da cui si proclamano le letture). non prima che sia concluso ciò che precede (orazione, lettura o canto). Uno spostamento calmo prepara l’uditorio ad ascoltare con attenzione.
Non si leggono mai i titoli (es: Accoglienza- Preghiere dei fedeli- Prima lettura- Seconda lettura; …).
Il foglietto delle letture non va portato all’ambone: il foglietto può disturbare durante la proclamazione perché non è stabile; non è molto elegante vedere un foglietto sull’ambone; le parole sul lezionario sono 5 volte più grandi di quelle stampate sul foglietto e quindi più facili da leggere.
Quando si esce per andare a proclamare le letture, fare sempre un inchino (non una genuflessione) verso l’altare.
Ricordarsi di posizionare in modo giusto il microfono.
Si inizia a leggere così: “dal libro dell’ Esodo”, mai leggere l’indicazione “Prima Lettura”,  “Seconda Lettura”, tanto meno “Salmo Responsoriale”. Queste sono  solo indicazioni per il lettore e non parole contenute nella Bibbia e non servono come informazione utile all’assemblea perché è già chiaro a tutti in quale momento della celebrazione ci si trovi.
Leggere le letture lentamente, pronunciando bene le parole senza mangiarsi le vocali finali. Le frasi vanno lette con un buon ritmo che il lettore dovrebbe saper rendere. Si tratta del modo in cui viene regolata la successione delle sillabe e delle parole. Per rendere bene il ritmo di una frase, è necessario stabilire prima ( durante la lettura di preparazione)  tutte le pause. In alcuni casi, inoltre, si tende a leggere troppo in fretta. Ricordiamo che chi ascolta ha bisogno di tempo per poter organizzare i suoni che sente in una frase dotata di senso. E questo dipende dalle pause e anche dalla velocità con cui si parla. La velocità, in particolare, dovrebbe essere decisamente più lenta che nella comune conversazione. Ricordarsi che quello che si legge è PAROLA DI DIO.
Finita la prima lettura si dice: “Parola di Dio” e non “è Parola di Dio”: questo per il semplice motivo che non siamo noi che diamo autorevolezza alla Parola di Dio (aggiungendo l’ “è”), ma è di per se stessa autorevole (la Parola viene da Dio, non da un pinco pallino qualsiasi).
Finita la prima lettura, si aspetta qualche istante per staccarla dal Salmo Responsoriale e poi si inizia il Salmo senza dire “ripetiamo assieme…” . Si legge direttamente il ritornello che si intercalerà ad ogni strofa del salmo (se l’assemblea non ricorda bene il ritornello, il lettore lo ripete assieme senza sovrastare l’assemblea).
Finita la seconda lettura, il lettore va al posto se si canta l’alleluia e il versetto (che si dice anche “acclamazione al Vangelo”); legge il versetto se invece viene cantato solo l’alleluia. Per sapere come agire e non trovarsi in balia di sguardi incerti e imbarazzati, è bene che il lettore si informi prima della messa dal direttore del coro o dal sacerdote stesso sulle modalità con cui si svolgerà l’acclamazione al vangelo.
Terminata la lettura, prima di allontanarsi, il lettore dovrebbe fare una breve pausa, attendere la risposta dell’assemblea (cioè “Rendiamo grazie a Dio”) e non scappare subito via come alla fine di un compito sgradevole.
Per chi legge le preghiere dei fedeli
Si invita sempre l’assemblea a pregare dicendo: “preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci, Signore”.
Finite le preghiere si resta sul microfono laterale (o se non c’è, sull’ambone) e si scende al posto solo dopo la preghiera del sacerdote


PRIMA LETTURA
Dal libro del Siràcide
SALMO RESPONSORIALE
Beato chi cammina nella legge del Signore




SECONDA LETTURA


Dalla prima lettera di San Giovanni apostolo (1Gv 3,18-24)


Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e
nella verità. Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità
e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore qualunque cosa
esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce
ogni cosa.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo
fiducia in Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui
perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è
gradito a lui.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del
Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il
precetto che ci ha dato.
Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E
da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha
dato.
Parola di Dio


Tutti: Rendiamo grazie a Dio


CANTO AL VANGELO


Alleluia, alleluia

lunedì 19 luglio 2010

frasi famose

da filosofico.net

E' una bella prigione , il mondo . ( Shakespeare , Amleto )
La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perchè priva del legame di servitù é il sapere più nobile.(Aristotele)
Si possono concepire i filosofi come persone che compiono sforzi estremi per sperimentare fino a che altezza l' uomo possa elevarsi . ( Nietzsche )
Vuoi ottenere la vera libertà? Renditi schiavo della filosofia.(Seneca)
Senza un avversario la virtù marcisce . ( Seneca )
Al saggio tutta la Terra é aperta , perchè patria di un' anima bella é il mondo intero . ( Democrito )
La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca e all'insistenza con cui egli resta alla ricerca.(Heidegger)
Verum scire est scire per causas . (Aristotele )
Quando insegni, insegna allo stesso tempo a dubitare di ciò che insegni. (Ortega y Gasset)
Per chi intraprende cose belle , é bello soffrire , qualsiasi cosa gli tocchi . ( Platone )
La ragione umana viene afflitta da domande che non può respingere, perché le sono assegnate dalla natura della ragione stessa, e a cui però non può neanche dare risposta, perché esse superano ogni capacità della ragione umana.(Kant)
La morte sorride a tutti;un uomo non può far altro che sorriderle di rimando.(Marco Aurelio)
Non devi adoperarti perché gli avvenimenti seguano il tuo desiderio, ma desiderarli così come avvengono, e la tua vita scorrerà serena.(Epitteto)
Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima. (Einstein)
" Quanto manca alla vetta ? " ;" Tu sali e non pensarci! " ( F. W. Nietzsche )
E' comune defetto degli uomini, non fare conto, nella bonaccia, della tempesta. (Machiavelli)
Gli uomini,non avendo potuto guarire la morte,la miseria,l'ignoranza,hanno risolto,per vivere felici,di non pensarci. ( Pascal )
C'é nelle cose umane una marea che colta al flusso mena alla fortuna:perduta,l'intero viaggio della nostra vita si arena su fondali di miserie.(Shakespeare,Giulio Cesare)
Fortuna vitrea est; tum cum splendet, frangitur. (P.Siro)
La morte non va temuta perchè quando ci siamo noi non c'é lei e quando c'é lei non ci siamo noi . ( Epicuro )
La condizione dell' uomo é una condizione di guerra di ciascuno contro ogni altro.(Hobbes)
L'intelligenza è invisibile per l'uomo che non ne possiede. (Schopenhauer)
Illud te rogo atque hortor , ut philosophiam in praecordia ima demittas . ( Seneca )
Cos’è la giovinezza? Un sogno. Cos’è l’amore? Il contenuto del sogno. (Kierkegaard)
Negli stessi fiumi scendiamo e non scendiamo , siamo e non siamo . ( Eraclito )
Il mondo é stato fatto per l' uomo, e non l' uomo per il mondo.(F.Bacone)
Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo. (Voltaire)
Fatti non foste a viver come bruti , ma per seguir virtute e canoscenza . ( Dante , Inferno XXVI )
Rem tene, verba sequentur. (Catone il censore)
I fenomeni visibili sono uno sguardo lanciato su ciò che non è visibile. (Anassagora)
Un grande uomo costringe gli altri a spiegarlo. (Hegel)
Per scoprire l'autentica oggettività del mondo l'uomo non deve pensare il mondo come una parte di sè, ma deve sentire se stesso come una parte del mondo. (Abbagnano)
Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l' ultimo . ( Seneca )
Non vivo ut edam, sed edo ut vivam. (Quintiliano)
La religione è l'oppio del popolo. (Marx)
Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli son sicuri di ciò che dicono. (Voltaire)
La religione é un narcotico con cui l'uomo controlla la sua angoscia, ma ottunde la sua mente. (Freud)
Homo sum: humani nihil a me alienum puto. (Terenzio)
Quanto piace al mondo é breve sogno . ( Petrarca )
Possiamo essere liberi solo se tutti lo sono. (Hegel)
Se è vero che in ogni amico v'è un nemico che sonnecchia, non potrebbe darsi che in ogni nemico vi sia un amico che aspetta la sua ora? (Papini)
Non é felice chi non pensa di esserlo. (P. Siro)
Una rondine non fa primavera. (Aristotele, Etica)
Libertà va cercando, ch' é si cara come sa chi per lei vita rifiuta. (Dante)
L'uomo è nato libero e ovunque è in catene. (Rousseau)
Per il cameriere l'eroe non esiste: esiste per il mondo, per la realtà, per la storia. (Hegel, Lezioni sulla filosofia della storia)
Il linguaggio è un labirinto di strade, vieni da una parte e ti sai orientare, giungi allo stesso punto da un'altra parte e non ti raccapezzi più... (Wittgenstein)
La virtù non ha padroni : quanto più ciascuno la onora , tanto più ne avrà . ( Platone )
Non c'é nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri. ( Cartesio )
Che cos'è il tempo?Se non me lo chiedi lo so;ma se invece mi chiedi che cosa sia il tempo,non so rispondere.(Agostino)
Se un uomo parte con delle certezze finirà con dei dubbi; ma se si accontenta di iniziare con qualche dubbio, arriverà alla fine a qualche certezza.(F.Bacone)
I nostri sogni e desideri cambiano il mondo. (Karl Popper)
Etiam capillus habet umbram suam. (Siro)
L’uomo è condannato ad essere libero: condannato perché non si è creato da se stesso, e pur tuttavia libero, perché, una volta gettato nel mondo, è responsabile di tutto ciò che fa.(Sartre)
Se segnassimo a caso dei punti su un foglio di carta , si potrebbe individuare sempre e comunque un'equazione matematica tale da rendere conto di quanto fatto. (Leibniz)
Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio,dice Aristotele.Manca il terzo caso:bisogna essere l'uno e l'altro,un filosofo.(Nietzsche)
Ci sarà un buon governo solo quando i filosofi diventeranno re o i re diventeranno filosofi.(Platone)
Se ad un Dio si deve questo mondo, non ci terrei ad essere quel Dio: l'infelicità che vi regna mi strazierebbe il cuore. (Schopenhauer)
Povera et nuda vai philosophia , dice la turba al vil guadagno intesa. (Petrarca)
Audaces fortuna iuvat. (Virgilio)
Riguardo agli dèi, non ho la possibilità di accertare nè che sono, nè che non sono, opponendosi a ciò molte cose: l'oscurità dell'argomento e la brevità della vita umana. (Protagora)
Tutto ciò che è umano, comunque appaia, è umano soltanto perchè vi opera e vi ha operato il pensiero. (Hegel, "Lezioni di storia della filosofia")
Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze. (Bobbio)
Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà. (Epitteto)
La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le osserva. (Hume)
L'uomo è misura di tutte le cose: di quelle che sono, per quanto sono, e di quelle che non sono, per quanto non sono. (Pratagora)
L'unica difesa contro il mondo è conoscerlo bene. (Locke)
Chiedetevi se siete felici, e cesserete di esserlo.(John Stuart Mill)
La ricompensa per una cosa ben fatta è averla fatta. (Emerson)
Non vorrei mai morire per le mie idee, perchè potrebbero essere sbagliate. (Bertrand Russell)
Io, esule, non ho casa: sono stato gettato via verso l’infinito. (Schlegel)
Non é il mondan romore altro ch' un fiato / di vento,ch' or vien quinci e or vien quindi, / e muta nome perchè muta lato . ( Dante )
Ricordati che sei nato mortale di natura e hai avuto un tempo limitato:ma con i tuoi ragionamenti sulla natura sei assurto all'infinità e all'eternità,e hai contemplato le cose che sono,che furono e che saranno.(Metrodoro)
Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata.(Seneca)
Chi cerca conferme le trova sempre. (Popper)
Essere libero è nulla, divenirlo è cosa celeste. (Fichte)
Non esistono fatti, ma solo interpretazioni . ( Nietzsche )
Tutto è follia fuorchè il folleggiare. Tutto è degno di riso fuorchè il ridersi di tutto. (Leopardi)
La stoltezza ha questo di proprio : ricomincia sempre da capo la vita . ( Epicuro )
Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora . ( Guglielmo di Ockham )
Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.(Nietzsche)
L'uomo ha bisogno di quello che ha in sè di peggiore per raggiungere ciò che di migliore esiste in lui.(P. Coelho).
Non si piange sulla propria storia, si cambia rotta. (Spinoza)
Nessuno é così favorito da non avere accanto a sè,al momento della morte,qualcuno che gioisca del triste evento.(M. Aurelio)
Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero. (Aristotele)
Cogito ergo sum. (Cartesio)
La gente esige la libertà di parola per compensare la libertà di pensiero, che invece rifugge. (Kierkegaard)
La filosofia non è un tempio, ma un cantiere. (Georges Canguilhem)
Non è il caso nè di avere paura nè di sperare, bisogna cercare nuove armi. (Deleuze)
Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere. (Wittgenstein)
Se un uomo è gentile con uno straniero, mostra d'essere cittadino del mondo, e il cuor suo non è un'isola, staccata dalle altre, ma un continente che le riunisce. (Bacone Francesco)
La maggior parte degli uomini sono filosofi in quanto operano praticamente e nel loro pratico operare è contenuta implicitamente una concezione del mondo, una filosofia. (Gramsci)
La matematica non possiede soltanto la verità, ma anche la bellezza suprema, una bellezza fredda ed austera, come quella della scultura. (Bertrand Russell)
Intelligo ut credam , credo ut intelligam . ( Agostino )
Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire.(Seneca)
L'unico modo per liberarsi da una tentazione é cederle. (O. Wilde)
Iudex damnatur , cum nocens absolvitur . ( Siro )
Se l'uomo distoglierà dall'aldilà le sue speranze e concentrerà sulla vita terrena tutte le forze rese così disponibili, riuscirà probabilmente a rendere la vita sopportabile per tutti e la civiltà non più oppressiva per alcuni. (Freud)
Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria. (Dante, Inferno V)
Non é vero che abbiamo poco tempo: la verità é che ne perdiamo molto. (Seneca)
I filosofi hanno solo interpretato il mondo in modi diversi; si tratta però di mutarlo. ( Marx )
Uno è per me diecimila, se è il migliore. (Eraclito)
Credo quia absurdum. (Tertulliano)
L'uomo è un'inutile passione. (Sartre)
Nascentes morimur. (Manilio)
Non cantata, l'azione più nobile morirà. (Pindaro)
Il mondo nasce per ognun che nasce al mondo. (Pascoli)
Non men che saver, dubbiar m'aggrata. (Dante, Inferno XI)
Il sogno è il teatro dove il sognatore è allo stesso tempo sia la scena, l'attore, il suggeritore, il direttore di scena, il manager, l'autore, il pubblico e il critico. (Jung)
Il diavolo è un ottimista se crede di poter peggiorare gli uomini. (Karl Kraus)
Anche un orologio fermo segna l'ora giusta due volte al giorno. (H. Hesse)
La cosa migliore é vivere nell'uguaglianza;il nome stesso della moderazione già solo a pronunciarsi é bello;seguirla,poi,é quanto di meglio c'é per gli uomini. (Euripide,Medea)
Chi non conosce la verità é soltanto uno sciocco;ma chi,conoscendola,la chiama bugia,é un malfattore.( B. Brecht )
Se gli uomini non commettessero talvolta delle sciocchezze, non accadrebbe assolutamente nulla di intelligente. (Ludwig Wittgenstein)
Festina lente . ( Augusto )
L'uomo è un dio mancato. (Sartre)
L'evoluzione che porta dall'ameba all'uomo sembra essere evidentemente un progresso per i filosofi - ma si ignora se l'ameba sia d'accordo o no con questa opinione. (Bertrand Russell)
Spesso le idee si accendono una con l'altra, come scintille elettriche. (Engels)
Occhio per occhio... e il mondo diventa cieco. (Gandhi)
Perder tempo a chi più sa, più spiace. (Dante)
La bellezza è la miglior lettera di raccomandazione per una donna. (Aristotele)
Considero il mondo per quello che é : un palcoscenico dove ciascuno deve recitare la sua parte . (Shakespeare)
Le idee non cascano dal cielo. (Antonio Labriola)
Est modus in rebus. (Orazio)
L'uomo è veramente uomo soltanto grazie alla cultura. (Hegel, "Lezioni di storia della filosofia")
Riconoscere sé stessi come individui può essere facile ma l’importante è riconoscere che sono individui anche gli altri. (Italo Calvino).
L' uomo é un cavo teso tra la bestia e il superuomo . ( Nietzsche )
Tutto ciò che è stato scritto dagli uomini sulle donne deve essere ritenuto sospetto dal momento che essi sono ad un tempo giudici e parti in causa. (Kant)
Un esperto è una persona che sa sempre di più su sempre di meno, fino a sapere tutto di nulla.(Max Weber)
Non bisogna tenere in massimo conto il vivere come tale , bensì il vivere bene . ( Platone )
L'uomo è soltanto un errore di Dio? Oppure Dio è soltanto un errore dell'uomo?(F.Nietzsche)
Ci sono più cose in cielo e in terra che non ne sogni la tua filosofia.( Shakespeare , Amleto )
Rendimi casto, ma non ora. (Agostino)
Non é irreligioso chi rinnega gli dei del volgo , ma chi le opinioni del volgo applica agli dei ( Epicuro )
Primum vivere, deinde philosophari. (Aristotele)
Iuvat meminisse beati temporis. (Ovidio)
Diffidate di un filosofo che sa di sapere. (Norberto Bobbio)
Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. (B. Russell)
Il falso è suscettibile d'una infinità di combinazioni, ma la verità ha solo un modo d'essere.(Rousseau)
Se c'e' soluzione perché ti preoccupi? Se non c'é soluzione perché ti preoccupi? (Aristotele)
Che cosa é verità?Inerzia;l'ipotesi che ci rende soddisfatti;il minimo dispendio di forza intellettuale.(F.Nietzsche)
Non esistono domande imbarazzanti, bensì risposte imbarazzanti. (O.Wilde)
Est proprium stultitiae aliorum vitia cernere, oblivisci suorum. (Cicerone)
La parola è un'ombra dell'azione. (Democrito)
Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno. (Oscar Wilde)
Nessun piacere è di per se stesso un male: però i mezzi per procurarsi certi piaceri arrecano molti più tormenti che piaceri.(Epicuro)
Ante senectutem curavi ut bene viverem,in senectute ut bene moriam:bene autem mori est libenter mori.(Seneca)
Chi si accorcia di vent'anni la vita, accorcia di altrettanto la paura della morte. (Shakespeare , Giulio Cesare)
Il dolore non va temuto.Infatti se é intenso é breve , se é lungo non é intenso.(Epicuro)
Due cose riempono l'animo con sempre nuovo e crescente stupore e venerazione, quanto più spesso e accuratamente la riflessione se ne occupa: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me.(Kant)
Impara tutto, vedrai che poi nulla é superfluo. (Ugo di San Vittore)
L’arte è magìa liberata dalla menzogna di essere verità. (Adorno, "Minima moralia")
Anche sul trono più elevato del mondo si é pur sempre seduti sul proprio sedere.(Montaigne)
Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce. (Blaise Pascal)
Entro i confini del mondo non vi può essere esilio di sorta:nulla infatti che si trovi in questo mondo é estraneo all'uomo.(Seneca)
Ascoltami: verso la morte sei spinto dal momento della nascita. Su questo e su pensieri del genere dobbiamo meditare, se vogliamo attendere serenamente quell'ultima ora che ci spaventa e ci rende inquiete tutte le altre. (Seneca)
Chi è incapace di vivere in società, o non ne ha bisogno perché è sufficiente a se stesso, deve essere o una bestia o un dio. (Aristotele, "Politica")
Il divorzio risale probabilmente alla stessa epoca del matrimonio. Ritengo, comunque, che il matrimonio sia più antico di qualche settimana.(Voltaire)
E' più facile spezzare un atomo che un pregiudizio. (Albert Einstein)
O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza.(Che Guevara)
Ogni anima é uno specchio vivente dell' universo. ( Leibniz )
Chi pensa è immortale , chi non pensa muore . ( Averroè )
Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.(Seneca)
In qualsiasi genere di vita troverai diletti , svaghi e piaceri se saprai render leggeri i tuoi mali invece che renderli odiosi . ( Seneca )
La decisione cristiana di trovare il mondo brutto e cattivo, ha reso brutto e cattivo il mondo.(Nietzsche)
Memento audere semper. (D'Annunzio)
Il mondo non è senza Dio, Dio non è senza il mondo. (Schleiermacher)
Iniuriam qui facturus est , iam facit . ( Seneca )
La speranza é il sogno di chi é sveglio . ( Aristotele )
Bene qui latuit , bene vixit . ( Ovidio )
La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare. (Arthur Schopenauer)
Il supremo male che possa capitare è commettere ingiustizia ; non vorrei né patirla né commetterla,ma, fra le due, preferirei piuttosto patire che commettere ingiustizia.(Platone)
La prossima guerra mondiale sarà combattuta con le pietre. (Einstein)
Vita, si uti scias, longa est. (Seneca)
La Chiesa é esattamente ciò contro cui Gesù predicò e contro cui insegnò ai suoi discepoli a combattere.(Nietzsche)
Il pensare é uno dei massimi piaceri concessi al genere umano . ( B. Brecht )
Nella sua arroganza l'uomo attribuisce la propria origine a un piano divino;io credo più umile e verosimile vederci creati dagli animali.(Darwin)
Chi non conosce la storia é costretto a riviverla . ( Anonimo )
Ogni vero uomo deve sentire sulla propria guancia lo schiaffo dato a qualunque altro uomo. (Che Guevara)
La vita può essere capita solo all'indietro, ma va vissuta in avanti.(Kierkegaard)
Coloro che vincono, in qualunque modo vincano, mai non ne riportano vergogna. (Machiavelli)
L'uomo é difficile da scoprire, ed egli é per se stesso la più difficile delle scoperte. (Nietzsche)
Ricordati che il miglior medico é la natura:guarisce i due terzi delle malattie e non parla male dei colleghi.(Galeno)
Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno. (Albert Einstein)
La ragione é, e deve solo essere, schiava delle passioni, e non può rivendicare in nessun caso una funzione diversa da quella di obbedire e di servire ad esse. (Hume)
Ciò che è razionale è reale; ciò che è reale è razionale. (Hegel)
Tutto ciò che può essere detto, può essere detto chiaramente. (Wittgenstein)
Se esiste un uomo non violento, perché non può esistere una famiglia non violenta? E perché non un villaggio? una città, un paese, un mondo non violento? (Gandhi)
Il giusto altro non è che l'utile del più forte. (Trasimaco)
Non sarai mai felice se continui a cercare in che cosa consista la felicità. Non vivrai mai se stai cercando il significato della vita. (Camus)
Forse oggi l’obiettivo principale non è di scoprire che cosa siamo, ma piuttosto di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire ciò che potremmo diventare. (M. Foucault)
Profeti del tempo. Come le nuvole ci rivelano in che direzione soffiano i venti in alto sopra di noi, così gli spiriti più leggeri e più liberi preannunciano con le loro tendenze il tempo che farà. (F. Nietzsche)
L'umanità non si propone se non quei problemi che può risolvere, perché, a considerare le cose da vicino, si trova sempre che il problema sorge solo quando le condizioni materiali della sua soluzione esistono già o almeno sono in formazione. (Marx, "Per la critica dell'economia politica")
L'essenza dell'ottimismo non è soltanto guardare al di là della situazione presente, ma è una forza vitale, la forza di sperare quando gli altri si rassegnano, la forza di tenere alta la testa quando sembra che tutto fallisca, la forza di sopportare gli insuccessi, una forza che non lascia mai il futuro agli avversari, il futuro lo rivendica a sé. (D. Bonhoeffer)
Pensare significa oltrepassare. (E. Bloch, "Il principio speranza")
I filosofi non spuntano dal terreno come i funghi. Essi sono il prodotto del loro tempo. (K. Marx, "Gazzetta Renana" 1842)

martedì 6 luglio 2010

Aleydys e il Libero Spirito

Sintesi dal Manuale di Storia della Filosofia Medievale
Movimento o ‘eresia’? ... si sviluppò in particolare nell’Europa centrale (Francia del Nord, Paesi Bassi, Germania e Boemia) e spesso intrecciò la propria vicenda a doppio filo con le vicende storiche di beghine e begardi. ... R. Guarnieri ...:«’movimento’, il quale a sua volta congloba diversi ‘movimenti’minori…». ... il cui testo capitale sarebbe il Miroir des simples âmes di Margherita Porete, ... personaggi di grande rilievo come Alberto Magno hanno combattuto il movimento come setta eretica ... in due opere distinte e a distanza di uno o due o addirittura tre decenni: ... Manuale... Determinatio de novo spiritu,...«novus spiritus» ... richiama subito alla nostra mente ... lo Spirito Nuovo di ascendenza gioachimita e spirituale, ma anche la «nova filosofia» di Jacopone da Todi (1230-1236 ca.-1306), il «novus amor» di Hadewych (m. ca. 1240), beghina mistica e poetessa, la «vita nova» di Dante (1265-1321). A proposito di Jacopone ... una laude i cui temi lo legano strettamente ad un tempo a tematiche proprie della mistica speculativa, e più strettamente poretiane, e del movimento del Libero Spirito, specialmente nell’idea di povertà di Spirito che sarà principalmente sviluppata da Eckhart: «Vive amor senza affetto / e saper senza intelletto […] Povertate è nulla avere / e nulla cosa puoi volere, / e onne cosa possedere / en spirito de libertate». ...Tommaso d’Aquino, che, come si legge nel capitolo XX dell’opera di Guglielmo, significativamente intitolata «De errore novi spiritus libertatis et tertii status mundi», avrebbe distrutto questa eresia in cui vengono comprese tre cose apparentemente diverse: novus spiritus era il nome della setta individuata da Alberto Magno; spiritus libertatis era il nome della setta corrente in Italia (lo «spirito de libertate» jacoponeo) e poi utilizzato nel Concilio di Vienne; tertius status infine è lo stato vaticinato da Gioacchino prima e dagli Spirituali poi.
...Il contenuto dottrinale del Libero Spirito è purtroppo incerto ... punti fermi ... vagheggiamento di uno stato adamitico, della certezza della deificatio che è uno dei motivi propri anche dei mistici, la fiducia nella visio facialis in vita, la convinzione che l’uomo deificato, novus, possa compiere qualunque azione senza incorrere nel peccato. ... origine ... tematiche paoline, ad esempio con quella del passo più citato «ubi Spiritus Domini, ibi libertas» (II Cor. 3.17), che sono sviluppate in ambito della mistica cisterciense e principalmente nell’Epistola aurea di Guglielmo di Saint-Thierry, nell’idea di libertas spiritus, declinata da Gioacchino verso l’attesa dell’avvento del terzo stato. Le origini del movimento ... correnti ... poi conglobate...:
1) Gli «apostolici» di Tanchelino (m. 1115) e Manasses in Fiandra, nel Brabante e nei Paesi Bassi; gli apostolici di Arnold giunti dalle Fiandre a Colonia, cui forse è da riferirsi la dura lettera diIldegarda di Bingen (PL 197, 232), che forse sono storicamente i veri antecessori del Libero Spirito.
2) I Catari ... Grundmann confuta tale idea ribadendo il profondo monismo del Libero Spirito che mal si accorda al rigoroso dualismo del Catarismo; R. Guarnieri è invece propensa a riconoscere l’influenza del Catarismo sul Libero Spirito, affermando anche che gli scritti della letteratura catara che per la maggior parte non ci sono pervenuti avrebbero raccolto e veicolato le dottrine della deificatio della teologia d’oriente che sarebbero provenuti ai Catari dai bogomili balcanici ...
3) Gli Amalriciani, i seguaci di Amalrico di Béne, condannati a Parigi nel 1212, in cui è ravvisabile una impostazione panteistica che sarà poi uno dei motivi di condanna del Libero Spirito, in buona parte derivanti dalla rilettura della filosofia di Giovanni Scoto Eriugena, e in particolare la dottrina dell’impossibilità del peccato e in ultima istanza dell’infallibilità dell’uomo che si fa parte di Cristo.
4) Gli Spirituali, come ormai sembra piuttosto chiaro, con le tematiche di povertà e attesa escatologica, che con i seguaci del Libero Spirito, furono gli eredi del movimento apostolico e pauperistico sorto intorno all’anno Mille.
5) La setta dei «nuwen» o «nuovi», ad Anversa tra fine del XIII e i primi del XIV sec., capeggiata da Hadewych e che sembra avere molti punti di contatto con quell’eresia del Ries «de novo spiritu» condannata da Alberto e in cui era predominante la stessa tematica della novitas dello Spirito che rende liberi (Rom. 7.6).
6) I Guglielmiti, processati a Milano nel 1300-1302, che veneravano la loro fondatrice Guglielmina la Boema, morta nel 1282, come vera incarnazione dello Spirito Santo, di cui attendevano la resurrezione nell’ambito della chiesa da loro istituita con gerarchia femminile e riti propri. Tale movimento, esemplare per la propria radicalità, non ebbe tuttavia una diffusione in ambito extra-locale. Maggiore diffusione ebbe invece il movimento del Segarelli e degli Apostolici, diffusosi da Parma e ivi sorto nel 1260.
7) Le beghine e i begardi, o per meglio dire le loro convinzioni dottrinali, che passano sotto il nome di begardismo, furono fin dalle origini appaiate a quelle degli appartenenti al Libero Spirito. Fra beghine e begardi ci fu il maggior numero di vittime: probabilmente nel 1236, nella diocesi di Cambrai, fu arsa, con l’accusa di professare dottrine panteistiche e spiritualiste di ascendenza amalriciana, la vecchia Aleydis con una ventina di compagni, che sarebbe da identificare con la beghina Aleydis, uccisa per il suo giusto amore ed inserita da Hadewych nell’elenco dei perfetti (107 in tutti) giunti alla visio facialis di Dio. Altra vittima illustre è senza dubbio Margherita Porete, arsa sul rogo a Parigi nel 1310.
8) L’apporto arabo ravvisabile principalmente nell’influenza dei sufi sul Libero Spirito. Ad esempio la «pazzia» di Jacopone, cosa che ha in comune con i sufi più radicali. Sono molti e innegabili i punti di contatto fra sufi e appartenenti al Libero Spirito, principalmente nella veste di beghine e begardi. Preme qui ricordare, al di là di un comportamento per molti versi analogo, il nucleo dottrinale importante che sembrano condividere i due movimenti: il fine ultimo è una contemplazione ininterrotta dell’essenza di Dio, come è possibile riscontrare in Al-Ghazali; il disprezzo ostentato nei confronti della conoscenza razionale e discorsiva e per la scienza libresca; il disprezzo nei confronti delle opere di cui Dio non ha alcun bisogno, cosa che condusse alcuni ad un libertinaggio senza freno; una certa tendenza al canto, al ballo delle composizioni fatte per la divinità; il carattere itinerante dei due movimenti i cui componenti erano abituati a riunirsi in confraternite che si legavano ad un «maestro» e in cui assumeva un carattere mistico la questua.
9) Abbiamo già detto dei Bogomili, cui bisogna aggiungere i Pauliciani, rappresentanti del monachesimo bizantino. Accanto a loro va ricordato il movimento esicasta, che una certa fortuna conobbe in ambito spirituale. Di questi «pazzi per Cristo» caso emblematico e misterioso quello di Costante, nominato da Hadewych nell’elenco dei perfetti, che visse per sessanta anni camminando carponi tutto nudo e ricevette la consolazione della Trinità. L’ascesi estrema dei mistici orientali era appunto fautrice dell’abbassamento dell’uomo fino alla natura dell’animale.
10) L’influenza sulla mistica speculativa di gnosticismo e neoplatonismo, principalmente mediato dalla scuola alessandrina, ad esempio da Evagrio Pontico, Gregorio di Nissa, Dionigi e Massimo il Confessore. Accanto a questa tradizione occidentale non è da emarginare la grande mistica ebraica: ad esempio l’idea della semplicità divina propria di s e idea cardine della Dux perpexlorum, che sembra essere quasi sicuramente una delle fonti di Eckhart.
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La reazione ecclesiastica. Tra i documenti delle autorità sono importanti queste tappe fondamentali:
1) Nel primo Concilio di Lione (1245) il vescovo di Olmütz avverte contro una setta di agitatori vaganti, che si vestono e comportano come religiosi ma che si scagliano contro le autorità ecclesiastiche dicendo che Dio deve essere servito nell’assoluta libertà.
2) Decreto del Sinodo di Fritzlar (1258) contro i begardi vaganti.
3) Sinodo di Treviri (1277) in cui si lamenta che begardi seminino errori tra il popolo.
4) Onorio IV (1286) mette in guardia contro gli apostolici.
5) Concilio Nazionale di Würzburg (1287) in cui si diffidano gli apostolici vagantes dal proseguire nella loro condotta.
6) Niccolò IV rinnova la condanna di Onorio IV.
7) Bonifacio VIII rinnova la condanna (1296) contro una setta da lui considerata eretica di cui non riferisce né il nome né l’ubicazione (forse perché diffusa in più luoghi e con più nomi?) ma di cui descrive le pratiche: ad esempio quella del consolament, cioè conferire alla maniera catara lo Spirito Santo per imposizione delle mani, andare in giro tutti nudi ecc. Cioè quelle pratiche adamitiche (indubitabilmente quella della nudità) che sempre erano presenti tra le accuse mosse ai seguaci del Libero Spirito.
8) Treviri (1310): il concilio sinodale disapprova usi e costumi di begardi.
9) Concilio di Vienne (1311-1312): condanna dei begardi viventi in regno Alemanniae. Molti degli articoli di condanna del Concilio di Vienne sembrano essere stati estrapolati dalla condanna di Margherita Porete (1310). Sicuramente questa sembra essere la condanna definitiva del Libero Spirito e anche uno dei punti di maggior rilievo per la sua identificazione con il begardismo: dopo appena un secolo Bernardino da Siena arriverà ad identificare l’eresia italiana de spiritu libertatis come aderente alle dottrine espresse nel De anima simplici (cioè il Miroir) e con l’eresia condannata a Vienne. Con questo il cerchio sembra chiudersi. Niente però ci deve impedire di pensare principalmente al valore di movimento del Libero Spirito, anziché alla sua storia di eresia, che come tale ha influenzato importanti tappe della mistica europea e della spiritualità occidentale. (EC)
Bibliografia
Cohn, N. The Pursuit of the Millennium. A History of Popular Religious and Social Movements in Europe, from the Eleventh to the Sixteenth Century, London 1957
Grundmann, H. Movimenti religiosi nel Medioevo Bologna Il Mulino 1970. Il capitolo L’eresia del Libero Spirito nel movimento religioso del XIII secolo è alle pp. 303-372.
Guarnieri, R. Frères du Libre Esprit in Dictionnaire de spiritualité XXXVII-XXXVIII (1964), coll. 1241-68.
Guarnieri, R. Il movimento del Libero Spirito. Testi e documenti in «Archivio Italiano per la Storia della Pietà» IV, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura 1965, pp. 350-708.
Mc Donnel, W. The Beguines and Beghards in Mediaeval Culture, with Special Emphasis on the Belgian Scene, New Jersey, N. Brunswick 1954.
Mierlo, J. van Béguins, beguines, béguinages in Dictionnaire de spiritualité V, coll. 1341-52.
David J. Viera - Jordi Piqué-Angordans Eiximenis, Fra Dolcino and the «Malvat hom» «Antonianum» 76 (2001) 729-46.