giovedì 25 marzo 2010

Tiziano, giovane precario

Ecco una storia con la quale mi identifico.

Supplenze e incarichi ogni anno in sedi diverse per Tiziano, professore trentaduenne che coltiva anche la passione per la scrittura di Massimo Camussi

«Da ragazzo leggevo Dostoevskij, Marcel Proust, Dino Buzzati – racconta Tiziano, 32 anni –. Sognavo anch'io una vita da viaggiatore e scrittore, al fianco di grandi personaggi. Qualcuno lassù ha voluto invece che mi dedicassi ai più giovani». Tiziano ha sempre frequentato con profitto la scuola, ma niente lasciava presagire che un giorno sarebbe saltato “dall'altra parte della barricata”, come insegnante.

La sua storia comincia a Lamezia Terme, provincia di Catanzaro. Lì cresce e si diploma al liceo classico con il voto di 60/60. Subito dopo si trasferisce a Roma per iscriversi all'università. «Ringrazio sempre i miei genitori, perché hanno sostenuto sempre il mio desiderio di studiare e lavorare qui, nonostante le difficoltà». La sua passione per le letture e le traduzioni la coltiva nella facoltà di Lettere classiche alla Lumsa. «Un'esperienza molto positiva, soprattutto se messa a confronto con quelle di miei amici e colleghi studenti fuori sede di altri atenei. La mia facoltà – ricorda ancora Tiziano – era una realtà piuttosto piccola: a lezione eravamo ogni giorno sette, otto studenti. C'era quindi un rapporto vero con i nostri professori, e un clima familiare».

Oltre allo studio, Tiziano frequenta un gruppo di catechesi dedicato proprio agli universitari fuori sede, e gestito dalle Suore Canossiane di Casa Betania. Si laurea con il massimo dei voti nel 2002 in Letteratura cristiana antica, con una tesi sulle opere ascetiche di Gregorio di Nissa. Uscito dall'università, si informa sui concorsi pubblici per realizzare i suoi sogni da scrittore e filologo, ed entrare nel mondo della ricerca. «Ma lì, con molta amarezza – spiega Tiziano – sono tornato con i piedi per terra, e mi sono imbattuto in una realtà tutt'altro che limpida. Ingenuamente, mi iscrivevo ai concorsi dopo aver semplicemente letto il bando su internet. Ma i professori che incontravo mi facevano capire, fra sorrisi imbarazzati, che la mia presenza alle selezioni era “inutile ed inopportuna”, perché non avevo “nemmeno una lettera di presentazione”. Avevo quindi la netta sensazione che i posti fossero già assegnati, ben prima della prova scritta. Tutto al di fuori della legge, con grande leggerezza e disinvoltura».

Tiziano non si abbatte, e continua a perfezionare le sue competenze. Frequenta una scuola di specializzazione in studi medievali all'Antonianum di Roma, e successivamente entra nella prestigiosa Scuola di Paleografia Diplomatica dell'Archivio Segreto Vaticano. Oltre a studiare sigilli e splendidi manoscritti antichi, Tiziano si sostiene economicamente impartendo ripetizioni di latino e greco a studenti del liceo. Per dare un senso più concreto al suo futuro lavorativo, si iscrive alla Scuola per l'Insegnamento Secondario. Subito dopo l'abilitazione, ottiene una cattedra di nove ore settimanali per insegnare materie letterarie in una scuola media inferiore di Roma. «È stata un'opportunità preziosa: solo sperimentando la realtà della cattedra ed il mio rapporto con i ragazzi, mi sono appassionato al mio lavoro».

Comincia così per lui una carriera simile a quella di altri giovani colleghi precari della scuola: incarichi rinnovabili di anno in anno, con la speranza di ottenere un giorno il punteggio in graduatoria necessario per ottenere una cattedra fissa e il contratto a tempo indeterminato. «Nonostante i tagli alla spesa pubblica, che preoccupano molti miei amici e colleghi, mi sento abbastanza fiducioso in una riconferma, anche per l'anno prossimo». Il disagio più grande, per Tiziano, è cambiare continuamente sede ogni anno. «Così è impossibile costruire un percorso di studio veramente efficace con i ragazzi: è un eterno ricominciare da capo». Il suo rapporto con gli studenti diventa comunque molto più gestibile col passare del tempo, grazie all'esperienza. «Ho scoperto che le relazioni più delicate sono quelle con i presidi, con i genitori e soprattutto con gli altri docenti. L'eccessiva competizione fra insegnanti può diventare un problema: ho trovato colleghi più anziani per nulla accoglienti con noi giovani precari. Più volte ho ricevuto da loro battute sulla mia esperienza e sulla mia età, quasi avessero paura di vedersi soffiare sotto il naso il lavoro da me. Un timore davvero assurdo, del resto».
Al di fuori della classe, Tiziano non ha perso per strada le sue ambizioni giovanili. «Dagli anni dell'università collaboro con diverse riviste letterarie, e l'anno scorso ho pubblicato un romanzo con una piccola casa editrice. Carta, penna e immaginazione rimangono compagne inseparabili nella mia vita».